l'edificio nasce come centro di ricerca e sviluppo l’ho progettato perché avesse un carattere ben riconoscibile: una torre che si impone senza arroganza, mescolando mattone, ferro e vetro come tre personalità chiamate a collaborare nello stesso laboratorio. Il mattone porta la concretezza, il ferro impone il ritmo e il vetro apre lo sguardo e riflette come uno specchio, mentre una serpentina orizzontale corre lungo i prospetti separando i piani, un gesto tecnico che è diventato quasi un vezzo estetico. In teoria dovrebbe solo marcare i solai, ma nella pratica si comporta come un nastro che tiene insieme la composizione, un segno continuo che dà coerenza e, perché no, anche un pizzico di teatralità all’intero volume. A guardarla da vicino sembra quasi un sorriso laterale dell’edificio, quel tipo di espressione che sfugge a chi fa finta di essere serio ma non riesce del tutto a mascherare un certo compiacimento. Le schermature verticali, più severe, fanno da contrappunto a questa linea fluida, mentre il basamento vetrato si apre invitante come un ingresso che sa di ospitare idee nuove. Nel complesso volevo creare un edificio funzionale e tecnico, ma capace di dialogare con chi lo vive; un centro di ricerca che non si limita a contenere il futuro, ma prova anche a suggerire che l’innovazione, a volte, nasce proprio da quei dettagli che sembrano divertirsi a farsi notare.
Aleandro Losignore
Best enjoyed with this music:

